Artisti

Nuntempe Ensamble è un quartetto di chitarre argentino dedito alla musica contemporanea costituito da Pablo Boltshauser, Ariel Elijovich, Manuel Moreno and Andrés Vaccarelli. La sua proposta coniuga la tradizione della musica da camera con l'eclettismo dei linguaggi attuali, in cui convivono chitarre acustiche, chitarre elettriche, elaborazioni in tempo reale, dispositivi elettronici e tecnologici, manifestazioni estetiche diverse in una prospettiva sperimentale.
Negli ultimi anni l'aspetto scenico ha acquisito grande importanza nelle loro presentazioni, concependo il concerto come un concetto olistico tra visivo, sonoro, spaziale e temporale.

Nídia è una producer e dj afro-portoghese di fama internazionale. Parte di Príncipe, ha avuto un ruolo decisivo, a livello individuale e comunitario, nel proporre un'estetica e un'etica progressista nel contesto delle infrastrutture globali del clubbing contemporaneo, in particolare nella valorizzazione della cultura kuduro. Il suo primo disco, Danger, è stato pubblicato su Príncipe nel 2015 quando ancora si firmava come ‘Nídia Minaj’, seguito dall'LP di debutto Nídia é Má, Nídia é Fudida nel 2017, entrambi accolti con entusiasmo da pubblico e critica. Nel 2020 ha lanciato la trilogia Badjuda Sukulbembe / Não Fales Nela Que A Mentes” / S/T. Nel suo terzo album, 95 Mindjeres (2023) Nídia affronta la storia spesso dimenticata del ruolo delle donne nella guerra d'indipendenza della Guinea-Bissau. Ha vinto un Grammi (i “Grammy” svedesi) per il suo contributo all'album Plunge di Fever Ray e il suo rework di Tourist di Lafawndah si è aggiudicato il premio di miglior remix indipendente agli AIM Awards (UK). Ha collaborato con artisti quali Bonnie Banane, Kelsey Lu, Lafawndah, Tirzah e Mica Levi, e si è esibita eventi e festival come Sónar (Barcellona), Red Bull Music Festival (San Paolo), la serie Warm Up del MoMA PS1 (New York), Just Jam al Barbican di LoBarbican (Londra) e WWWβ (Tokyo).

Paola Torres Núñez del Prado (1979, PE/SE) è un'artista e ricercatrice transdisciplinare che lavora con differenti media tra i quali assemblaggi e ricami tessili, pittura, suono, testo, relazionandoli con il digitale, l’arte interattiva, e l’A.I.. Nel suo lavoro esplora i confini e le connessioni tra la percezione aptica, il visivo e il suono legato alla voce umana, alla natura e ai rumori sintetici di macchine e digitale. È una pioniera nello sviluppo di interfacce sonore tra le quali i controller tessili D.I.Y., che dal 2007 suona e performa. L’artista parte da sistemi di pensiero complessi, dove la ricerca delle connessioni e dei limiti dei sensi diventa una strategia per esaminare concetti quali interpretazione, traduzione e travisamento, riflettendo sulle esperienze sensoriali mediate e mettendo in discussione l'egemonia culturale nella storia della tecnologia e delle arti. Ha ricevuto il Stockholms stads kulturstipendium 2022 e la menzione d'onore del Prix Ars Electronica 2021, l'Artists + Machine Intelligence Grant di Google Arts and Culture e Google AI nel 2020. Nel 2013 ha vinto il concorso "Local Media: Ecoregione amazzonica": Vivo Arte.mov" in Brasile. Le sue opere fanno parte delle collezioni della Swedish Public Art Agency e del Malmo City Museum

Pedro Oliveira (BR, 1985) è un sound artist, ricercatore ed educatore brasiliano con base a Berlino. Nel suo lavoro, esplora il ruolo politico del suono come strumento di potere e oppressione e, di contro, la sua potenzialità radicale come modo di pensare e di attuare pratiche decoloniali.
Foto credits: Abbruzzese Studio

Considerato il padre della musique concrète, Pierre Schaeffer fu ingegnere, scrittore e pioniere della tecnologia radiofonica. Dopo l’esperienza alla Radio Nazionale di Marsiglia negli anni ’40, fondò RTF (oggi ORTF), lo Studio d’Essai di Parigi, uno studio sperimentale in cui nacquero le prime opere di musique concrète, tra cui le Études de bruits (“Studi sui rumori”), composte nel 1948.
I cinque studi presentati a Musica in Prossimità sono: Étude aux chemins de fer, composta con registrazioni di treni; Étude aux tourniquets, suoni di trottole e strumenti a percussione; Étude violette e Étude noire, suoni di pianoforte registrati da Boulez; Étude pathétique, suoni di pentole, chiatte armonica e pianoforte, canto e parlato. Presentate per la prima volta il 5 ottobre 1948 nella trasmissione radiofonica Concert de bruits, queste opere segnarono una svolta nella storia della musica.
Nel 2011, il New York Times include Étude aux chemins de fer nella sua storia del mashup, descrivendola come “la prima opera di musique concrète, composta a partire da registrazioni di treni”. La musicologa Margaret Schedel, che sottolinea come Schaeffer sia ampiamente riconosciuto come il primo compositore ad aver “creato musica con mezzi preregistrati”, descrive la stessa Étude aux chemins de fer come un collage sonoro che occupa “un posto di rilievo nella storia della musica elettronica e informatica”.
La collaborazione con Pierre Henry, che sarebbe diventato il suo più stretto partner artistico, portò a lavori come Symphonie pour un homme seul (1949-1950). Nel 1951 fondò il Groupe de Recherche de Musique Concrète, divenuto nel 1958 Groupe de Recherches Musicales (GRM), centro internazionale di sperimentazione sonora. Qui prese forma una ricerca ontologica che mise in discussione le nozioni tradizionali di musica, ascolto, timbro e suono, confluita nel 1966 nel monumentale trattato di Schaeffer Traité des objets musicaux (1966).

Il lavoro di Pietro Agostoni è spesso effimero per natura o reso tale per atto creativo/distruttivo, volto ad eviscerare la fragilità della materia. È vivo e contiene il fallimento in sé in energia potenziale. Lavorando in maniera poliedrica e spesso organica per metodo e per essenza, l’artista crea ecosistemi che accumulano ciò che esiste nei dintorni e pone se stesso come spettatore di un quotidiano tragicomico fatto di clash e forze in gioco che, per quanto inafferrabili, hanno effetti permanenti ed impossibili da controllare. La seduzione del destino acquisisce toni esistenziali in cui lo scorrere del tempo è tangibile, narrato dall’abbandono delle cose. Il precario diventa centrale anche in sperimentazioni di carattere digitale, che l’artista intreccia a test di tipo materiale creando ponti tra le due realtà.

Porpora Marcasciano èpresidente onoraria del Mit – Movimento Identità Trans di cui è statafondatrice, attivista e di cui ha ricoperto la carica di presidente dal 2010 al2017. Dagli anni Settanta è militante nei contesti dell’attivismo femminista,transfemminista e dei diritti delle comunità Lgbtqi. Laureata in sociologia,svolge attività di ricerca sulle questioni di genere e sulla storia delMovimento. Tra i molti saggi e pubblicazioni ricordiamo Tra le rose e le viole- La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifestolibri, 2002); Favolosenarranti. Storie di transessuali (Manifestolibri, 2008), Antologaia – Viveresognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta (Alegre, 2015) e L’auroradelle Trans cattive – Storie, sguardi e vissuti della mia generazione (Alegre,2018). Nel 2022 è tra le protagoniste del film-documentario Le favolose direttoda Roberta Torre, basato sui suoi scritti.
Porpora Marcasciano è statainsignita del premio “Human Rights Defender 2015” di Amnesty International edal 2021 è presidente della Commissione Pari Opportunità del consiglio comunaledi Bologna.
.jpg)
QUOIS (pronunciato /kuas/) nasce nel 2023 come iniziativa votata a incentivare un processo di impollinazione artistica in Piemonte occidentale attraverso un programma di residenze e performance sul territorio. QUOIS pone i giovani al centro delle sue attività coinvolgendo unicamente tecnici, artisti e professionisti dello spettacolo under 35.
Improvvisazione, elettronica, punk, jazz, musica contemporanea, tradizionale e d’autore trovano in QUOIS un terreno fertile in cui la trasversalità stilistica è incoraggiata come punto di partenza per innestare nuovi linguaggi espressivi. Ogni anno, QUOIS concretizza le sue nuove produzioni in un festival omonimo che pone artisti affiliati all’associazione in collaborazione con ospiti internazionali portando una particolare attenzione all’ibridazione con altre discipline (danza, performance, video, arti digitali, arti visive).

Il Quartetto Maurice è un ensemble che dedica la sua ricerca alla musica contemporanea dei secoli XX e XXI (Nono, Scelsi, Xenakis) e collabora con i nomi più rilevanti della scena attuale. Attivo da più di vent’anni, il quartetto esplora possibilità come l’incontro tra il quartetto d’archi e l’elettronica (4+1), la costruzione di nuovi strumenti e dispositivi digitali, l’integrazione di elementi extramusicali in opere sonore e la contaminazione con il mondo della danza e delle performing arts. Costituitosi nell’Associazione Metamorfosi Notturne, il Quartetto Maurice è l’ente che organizza Musica in Prossimità in partenariato con ALMARE e Cripta747, nell’ambito di THE LISTENERS.

Raed Yassin (1979, LB/DE) è un artista e musicista. Si è laureato presso il dipartimento di teatro dell'Istituto di Belle Arti di Beirut nel 2003 e da allora ha sviluppato la sua pratica concettuale attraverso molteplici mezzi come video, suono, fotografia, testo, scultura e performance. Il lavoro di Yassin spesso origina dalla riflessione sulle proprie narrative personali e sulla loro posizione all’interno di una storia collettiva, attraverso la lente del consumismo e della produzione di massa. È stato artista residente presso De Ateliers, Amsterdam (2008-2010), Delfina Foundation, Londra (2010 e 2014), Akademie der Künste der Welt, Colonia (2015), e ha ricevuto l'Abraaj Group Art Prize (2012). Come musicista, è uno degli organizzatori dell'Irtijal Festival for Experimental Music (Beirut) e ha pubblicato diversi album da solista, oltre a far parte di gruppi come "A" Trio e PRAED. Nel 2009 ha fondato l'etichetta musicale indipendente Annihaya. Attualmente vive tra Berlino e Beirut.