Artisti

Rojin Sharafi è una sound artist di base a Vienna e nata a Teheran, performer e compositrice di musica acustica ed elettronica che attraversa liberamente i confini tra i generi. Sharafi crea trame musicali del tutto uniche attraverso l'uso di strumenti analogici, acustici e aumentati, nonché di dispositivi digitali di sua invenzione. Attualmente sta conseguendo un Master in Composizione e Ingegneria del suono presso l'Università di Musica e Performing Arts di Vienna. Il suo album di debutto "Urns Waiting to be Fed", con Zabte Zote, è stato definito “una delle ore di musica più estatiche e ferocemente originali del 2019”. Ha pubblicato un secondo album nel 2020, Zangaar. Sharafi ha lavorato con innumerevoli collaborazioni e ha fatto parte di numerose coproduzioni cinematografiche e di danza. Il suo lavoro è stato presentato in festival e venues di tutto il mondo, da Sheffield a Riga, da Budapest a New York e Washington DC. È un'artista del programma SHAPE 2020 e ha ricevuto il premio Austrian Female Composers nel 2018.
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Rosso Polare è un progetto musicale nato dalla collaborazione tra Cesare Lopopolo e Anna Vezzosi, che oggi si configura come una formazione fluida e in costante trasformazione, aperta a numerose collaborazioni e assetti ibridi, pur mantenendo in Lopopolo la figura curatoriale e il principale motore creativo.
Il progetto intreccia esperienze e influenze provenienti da contesti differenti, dalla campagna italiana alla dimensione urbana, dando forma a un linguaggio sonoro originale che combina field recordings, materiali folklorici e processi di manipolazione audio. Radicato in un equilibrio tra solida preparazione teorica e intuizione creativa spontanea, Rosso Polare sviluppa contro-narrazioni sulla rappresentazione del mondo animale, con una ricerca che mira ad avvicinare la produzione musicale umana alle bioacustiche naturali, stimolando nell’ascoltatore una maggiore consapevolezza della connessione intrinseca tra umano e ambiente naturale.

Saint Abdullah & Eomac nasce dall’incontro tra i fratelli irano-canadesi Mohammad e Mehdi Mehrabani-Yeganeh e il produttore irlandese Ian McDonnell. Dal 2019 lavorano tra New York e Wicklow, in Irlanda, esplorando come i loro rispettivi approcci alla produzione – le sperimentazioni analogiche di Saint Abdullah e la precisione digitale di Eomac – si completino a vicenda, dando vita a un linguaggio sonoro fatto di texture grezze, campionamenti massicci e contrasti estremi.
La pratica di Saint Abdullah affonda le radici in una narrazione sonora che intreccia geopolitica, religione ed eredità culturale, riflettendo sia le loro origini iraniane che l’esperienza di crescita in Occidente. Il progetto Eomac di McDonnell è invece noto per il design sonoro viscerale e l’uso di campionamenti oscuri, con composizioni che combinano intensità ritmica e impatto emotivo. Insieme creano universi sonori in cui caos e struttura convivono – accordi pieni e solidi fanno da base a elementi sperimentali che emergono in superficie.
Alla produzione in studio si affianca un’intensa attività live: dalle esibizioni a Nuits Sonores e Tehran Contemporary Sounds, fino alla collaborazione con l’artista video Rebecca Salvadori per A Forbidden Distance, presentata con grande successo di critica a festival come Berlin Atonal, Unsound e Semibreve.

Salim Bayri (MA, 1992) è un artista marocchino con base ad Amsterdam. Il suo lavoro ha luogo nello spazio interstiziale tra i media e le lingue che utilizza e i contesti in cui espone, come risultato di una forte attenzione ai residui dei processi di ricodificazione.
Foto credits: Eva Plevier

Regista e artista di base a Berlino, la ricerca di Sander Houtkruijer lavora con elementi surreali e ambientazioni oniriche.

Sara Guidolin è un’artista e polistrumentista italiana, diplomata con il massimo dei voti in Jazz Voice al Conservatorio G. Verdi di Milano e in Master Jazz Voice al Conservatorium van Amsterdam. Ha suonato in prestigiosi festival europei come La Casa del Jazz e il Bucharest Jazz Festival. Collabora con diversi artisti internazionali, offrendo un approccio versatile e interdisciplinare che integra musica, improvvisazione e arte visiva.
Ph. Dohyun Lim

Producer, compositrice, costume designer e performance artist, SARAHSSON fonde un approccio edonista al clubbing, noise, trance euforica e composizione neoclassica, ricavando le sue sezioni ritmiche da sussurri o field recordings di paludi. Con spirito DIY, ha costruito il suo Daxophone - uno strumento ad arco che, come in un rituale, evoca esplosioni e lamenti mostruosi. Di recente, SARAHSSON ha collaborato con artistə del calibro di Lyra Pramuk, Leya, Oklou, Varg2tm, LSDXOXO, Patti Smith e moltə altrə. Ha inoltre composto diverse colonne sonore, tra cui quella per la sfilata di Acne Studios FW23 durante la Paris Fashion Week; di "Harpies", sul primo strip club trans d'Europa, prodotto per ICA; l'horror folkloristico gallese "Nânt" e altre collaborazioni come "Protopia Dreams" con Studio Dosage e la partecipazione a Xoir di Colin Self all'ICA. Il suo album The Horgenaith (Illegal Data) è stato valutato entusiasticamente da riviste come DJ Mag, The Quietus e The Wire.
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Sara Persico è una sound artist, vocalist e DJ con base a Berlino e nata a Napoli.
Si è formata sperimentando ai margini dell'infuocata scena underground napoletana, mentre terminava gli studi accademici di musica e sviluppava una tecnica che integrava la sua voce con elettronica analogica, field recordings e campionamenti. Ha presentato la sua musica in festival e luoghi come Ballroom Blitz Beirut, CTM Festival, Codex Club, documenta quindici, Ormside Projects, Dancity Festival, Radical DB, tra gli altri. Come improvvisatrice e performer, ha collaborato con un ampio spettro di artisti, unendosi all'ensemble vocale di Evelyn Saylor per l'acclamato spettacolo "light-years" di Caterina Barbieri al Rewire Festival e al Southbank Centre di Londra, e si è esibita al fianco di Elvin Brandhi, Andy Moor dei The Ex, Tony Elieh, Ludwig Wandinger, Dirar Kalash e molti altri. Come impavida DJ, Persico si muove a cavallo tra mondi molto diversi, prestando la stessa attenzione ai suoni elettronici astratti che alla musica da club con i bassi, al rumore e agli esperimenti vocali. Attualmente è ospite di Radio Alhara a Betlemme. Tutta questa energia si irradia dal suo debutto solista "Boundary" (2023), pubblicato dalla prestigiosa label tedesca Karlrecords. La sua voce espressiva gioca un ruolo centrale, ma la sua padronanza delle texture elettroniche scolpite con precisione e delle strutture ritmiche dinamiche è altrettanto cruciale per l'esperienza. Beat decostruiti, voce sperimentale, musica armonica e ritmi distorti creano un'opera densa e introspettiva.
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Silvia Tarozzi è violinista, improvvisatrice, compositrice e cantante. Diplomata in violino, musica da camera e musica antica, la sua personale ricerca sul suono e sul gesto strumentale si esprime nelle numerose collaborazioni artistiche con compositrici e compositori del suo tempo, tra cui Pascale Criton, Éliane Radigue, Pauline Oliveros, Philip Corner, Cassandra Miller, Martin Arnold, Pierre- Yves Macé. Compone lei stessa per i propri progetti musicali: Mi specchio e rifletto, un disco di canzoni e composizioni ispirate alle poesie di Alda Merini è stato pubblicato nel 2020 dall’etichetta americana Unseen Worlds ottenendo ottime critiche a livello internazionale. Si esibisce regolarmente in sale da concerto internazionali e Festival in Europa, Stati Uniti, Canada e Messico. È la violinista dell’ensemble francese Dedalus, dedicato alla musica contemporanea sperimentale. Dal 2012 crea e dirige insieme a Giovanna Giovannini il Piccolo Coro Angelico, coro di ricerca vocale e musicale per bambini nato nell’ambito di Angelica – Centro di Ricerca di Bologna. Pubblica per le etichette discografiche Unseen Worlds, I dischi di Angelica e New World Records.

Silvia Tarozzi e Deborah Walker sono emerse come uno dei duo piùinteressanti della musica improvvisata contemporanea. Presentate per la primavolta a Unseen Worlds attraverso la loro performance nella registrazione diPhilip Corner Extreemizms: early & late, Tarozzi e Walker hanno elevatoalla grandezza le registrazioni recenti, Eliane Radigue Occam Ocean 3, PascalCriton Infra e Mi specchio e rifletto della stessa Tarozzi. Il loro suonofinemente sintonizzato rende avvincenti anche i toni più avventurosi.
Da più di 15 anni collaborano regolarmente in duo; il loro repertorio include brani di musica contemporanea e sperimentale, ma anche rielaborazioni di canti tradizionali dell’Emilia-Romagna.