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Lolina
Lolina

Ph. Lengua

Lolina è una musicista estone attiva nella scena elettronica e digitale, nota per il suo spirito sperimentale e per i precedenti progetti sotto il nome di Inga Copeland. Tra il 2009 e il 2013 è stata membro della band Hype Williams, collaborando con Dean Blunt nella creazione di musica, video e performance. Il suo primo album solista, Because I’m Worth It (2014), segna l’inizio della sua carriera da artista indipendente. Con il progetto Lolina, si dedica alla composizione digitale, pubblicando album come Live in Paris (2016), un video dell’album completo, e The Smoke (2018). Nei live utilizza apparecchiature da DJ per creare loop, scratch e manipolazioni delle registrazioni, sviluppando uno stile improvvisativo di cut-up presente anche in Live in Geneva, Who is experimental music? (2019) e Fast Fashion (2021, Deathbomb Arc).

La sua residenza radiofonica in tre parti su NTS, andata in onda nel novembre 2020, ha ulteriormente consolidato il suo approccio sperimentale. Con Face The Music (2022) e Unrecognisable (2024), entrambi pubblicati da Relaxin Records, Lolina sviluppa un linguaggio musicale che fonde elettronica, pop sperimentale e sonorità prog anni ’70. Nei concerti, l’artista interpreta i personaggi dell’album, Paris Hell e Geneva Heat, offrendo performance immersive e concettualmente articolate.

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Loup Uberto
Loup Uberto

Musicista e cantante nato nel 1990, Loup Uberto si muove nel vasto circolo internazionale delle musiche improvvisate e delle esperienze foniche uniche. La sua è una musica dai modi indecisi, una scrittura silenziosa di immagini bianche, rumori e canti del popolo decostruiti, una divagazione che diventa archivio di materiali sonori, visivi e letterari raccolti lungo il cammino.  Loup Uberto esplora le melodie tradizionali, registra intriganti documenti sonori da luoghi lontani, si interroga sullo sguardo e sulla sua finzione, sulle asperità del linguaggio, documenta l’esilio e l’erranza attraverso testimonianze sonore e ibride. Insieme a Alexis Vinéïs e Lucas Ravinale, costituisce il trio Bégayer, che lavora su una vasta gamma di “cartografie sonore e letterarie” che vanno dalla musica "grezza" cubana, a diari di viaggio dell'Est Europa, canti curdi della Siria, lotte nel bacino minerario tunisino e canti di lavoro del Piemonte in Italia. La sua ricerca è sostenuta in particolare dal programma europeo SHAPE, dalla piattaforma tunisina Siwa, dall'agenzia parigina Murailles Music, dalle collezioni Le Saule e dalla label svizzera Three: four records.

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Luca Garino
Luca Garino

Luca Garino è un artista sonoro e compositore con base a Torino. Dopo un lungo percorso da autodidatta, perfeziona la sua ricerca presso il LaSDIM (Laboratorio per la sperimentazione e la didattica dell’informatica musicale) seguito da Alvise Vidolin. Attivo dal 1996 nell'ambito della musica acusmatica, elettronica, concreta e computer music, parallelamente sviluppa una forsennata passione e ricerca etnomusicologica.

Dal 2015 collabora con la casa discografica Holidays Records perla quale cura una serie di pubblicazioni di poesia sonora e di vari artisti e compositori contemporanei. Ha focalizzato la propria attenzione sul paesaggio sonoro e sui linguaggi delle diverse specie viventi che lo abitano, utilizzando il medium del field recording per catalogarne le tracce. Il suo lavoro ci si presenta come un invito a “porgere orecchio” a suoni che si collocano al limite dell'udibile.

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Luciano Berio
Luciano Berio

Luciano Berio fu uno dei più importanti compositori del Novecento. Proveniente da una famiglia di musicisti si formò al pianoforte e alla musica da camera, ma un infortunio alla mano lo spinse a orientarsi verso la composizione.

Berio si mantenne come accompagnatore, ed è in questa veste che conobbe il mezzosoprano statunitense Cathy Berberian. I due si sposarono nel 1950 e insieme esplorarono e sperimentarono le molte possibilità offerte dalla voce, tra cui la celebre Sequenza III (1965), inserita in una serie di cui le composizioni arrivano fino al 1995. Negli anni Cinquanta iniziò a sperimentare con il nastro magnetico (Mimusique n°1) e si recò a Darmstadt, dove si immerse nella musica seriale.

Dal 1960 insegnò negli Stati Uniti in prestigiose università, per poi rientrare in Europa nel 1972 dove, invitato da Boulez, diresse il dipartimento di elettroacustica dell’IRCAM (1974-1980). Nel 1987 fondò a Firenze Tempo Reale, centro di ricerca musicale elettronica e sperimentale.

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Lucrecia Dalt
Lucrecia Dalt

La capacità di scavare un po’ più a fondo è insita nel processo creativo di grazie al suo background di ingegnere geotecnico. Colombiana ed ora residente a Berlino, Dalt cerca spesso ispirazione nei mondi della narrativa, della poesia, della geologia e del desiderio. A volte, questo impulso esplorativo emerge come un richiamo introspettivo e un esperimento di risposta al suo materiale originale, proponendo nuove prospettive sulle idee radicate nella mitologia colombiana e nel cinema tedesco della New Wave. I progetti concettuali di Dalt sono intimi e intricati, emergono come cianotipi proiettati al sole. Intorno a queste strutture modella il suo suono, usando strumentazione analogica, una vasta gamma di sintetizzatori e il bagliore elaborato della sua voce

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Lucy Liyou
Lucy Liyou

Lucy Liyou (US, 1998) è unə musicistə di origini coreane natə a Philadelphia. Pianistə di formazione classica e spiccata sensibilità pop, Lucy Liyou è un* di quellə rarə musicistə “sperimentali” per esigenza – di mescolare generi, esplorare tecniche e tematiche spintə unicamente dalla propria ricerca. La sua musica, difficilmente collocabile in un genere, interpola field recordings, poesia, repertorio pianistico Impressionista e concrezioni testurali post-industriali in composizioni affettivamente e concettualmente complesse. Nei suoi lavori più recenti, accolti entusiasticamente dalla critica, trae ispirazione dal pansori coreano, forma tradizionale di storytelling musicale, per esplorare gli effetti dell'Orientalismo e dell'occidentalizzazione. La voce come vettore dell'identità gioca un ruolo fondamentale nel suo lavoro, ma in modi controintuitivi, coscienti e allo stesso tempo indifferenti delle attuali tendenze. Sospesa tra canto e narrazione, la voce è filtrata da effetti digitali o talvolta interamente delegata a tecnologie text-to-speech, la cui “banale” impersonalità lə permette di andare al cuore di affetti e conflitti (intergenere, interculturali, intergenerazionali)  e connettere il particolare all'universale, il personale con l’astratto.

Foto credits: Park Seung Won

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Luigi Monteanni
Luigi Monteanni

Luigi Monteanni è ricercatore e musicista e sta concludendo un dottorato in etnomusicologia alla SOAS, dove studia le relazioni tra scene underground e musiche regionali in Indonesia come parte di una teoria su modelli ed ecosistemi sonori. Inoltre, è membro attivo del British Forum of Ethnomusicology e porta avanti il duo Babau e l’etichetta Artetetra, progetti centrati su folklore digitale e fifth world music. Nel 2025 è stato ricercatore ospite al centro di Londra per la sound art (CRiSAP) con Angus Carlyle e Mark Peter Wright. Qui ha sviluppato tecniche compositive che documentano campi di opacità d’ascolto tra spiriti, criptidi, magia e terrorismo audio. Tra gli altri, ha pubblicato per Norient, Zero Books, CTM Mag, Routledge e University of Montreal. Ha collaborato con e performato a Jogja Noise Bombing, Pitts Rivers Museum, CTM, Forum Inequalities, Outernational Days, Hyperlocal, Roskilde Festival, Terraforma, UH Fest, Cafe OTO, NTS, Battiti.

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Mana
Mana

Mana è l'ultimo progetto del musicista torinese Daniele Mana. Dopo l'EP di debutto del 2017 Creature (Hyperdub), una suite tesa ed evocativa di elettronica senza beat, quasi neoclassica, nei due album successivi la sua musica assume tratti alieni, allucinatori; Seven Steps Behind costruisce un mondo musicale in cui i confini tra realtà e bizzarro collassano, in cui percorso zigzagante che ricompensa con strani colpi di scena. L’elettronica di Mana non sempre suona come tale, ricordando piuttosto pianoforti preparati, clavicembali, violoncelli e flauti e giocando con il senso del tempo. Oltre a progetti artistici come Vaghe Stelle e One Circle - un ensemble formato insieme a Lorenzo Senni e Francesco Fantini -, Daniele Mana scrive e produce musica per il teatro, il cinema e la pubblicità.

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Manymanybow
Manymanybow

Manymanybow è l’alias musicale di @y1cong_o, curatrice indipendente di base a Milano, community practitioner, organizzatrice di live-act e promotrice di eventi. In particolare, opera al crocevia tra culture queer e le comunità grassroot dell’Asia orientale e sud-orientale negli scenari artistici e musicali contemporanei.
Sotto l’alias manymanybow, indaga e abbraccia le teorie che mettono in risonanza musica ed emozione, indagando il suono  attraverso Dj set dal vivo e programmi radiofonici narrativi spesso intricati e non lineari.

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Maria Mallol Moya
Maria Mallol Moya

Maria Mallol Moya (CO, 1987) è una performance artist, DJ, musicista e illustratrice. Come polistrumentista e cantante, ha presentato il proprio lavoro in tutta Europa, partecipando a diversi progetti musicali - dal jazz sperimentale al garage psyche rock - e teatrali. La musica è per lei il mezzo espressivo più sincero e universale attraverso il quale interagire e comunicare con il proprio pubblico.

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