Artisti

#

A

B

C

D

E

F

G

H

I

J

K

L

M

N

O

P

Q

R

S

T

U

V

W

Y

Z

Hans Arsen
Hans Arsen

Hans Arsen (noto anche come MC Oxxy) è un autore, cantante e producer italo-congolese attualmente di base a Barcellona. Utilizzando la sua musica come mezzo di auto-esplorazione, Hans fonde diversi stili, rifiutando l’assimilazione a una singola categoria. Le sue lotte personali e gli eventi significativi della sua vita lo hanno portato a confrontarsi con gli aspetti positivi sia con quelli oscuri della propria identità, generando una produzione creativa più introspettiva e cruda. Con un'attenzione particolare alla vulnerabilità e all'autenticità, Hans Arsen si spinge oltre i confini del suo sound e si connette con gli ascoltatori a un livello profondamente emotivo.
Ha recentemente pubblicato Ghost to Ghost per l’etichetta Gang of Ducks.

H
Harry Górski-Brown
Harry Górski-Brown

Harry Górski-Brown è un polistrumentista e compositore di Glasgow che esplora le connessioni tra musica tradizionale scozzese ed elettronica sperimentale. Dopo la formazione in violino al Royal Conservatoire of Scotland, ha iniziato a esplorare la composizione elettroacustica, unendo strumenti acustici, voce ed elettronica.

Nel 2024 ha pubblicato Durt Dronemaker After Dreamboats con l’etichetta GLARC, reinterpretando canti gaelici scozzesi in chiave ambient e noise. Tra i suoi progetti più recenti figurano Elephant, you shake your sheep!, FISHER PRICE PIPES e I.Been a badboy:- cut me loose_, in cui fonde voce, cornamuse e sintesi sonora.

È stato artista in residenza per Nonclassical (2023) e Cryptic (2024), e ha ricevuto il Craig Armstrong Prize. Suona nei duo Josiah & Ludwig (folk contemporaneo) e noise.pocket (sperimentazione sonora), e collabora con artisti come Norman Willmore e Quinie.

Ha lavorato con ensemble come Nevis Ensemble e CoMA, ed è stato candidato al BBC Radio 2 Folk Award. Si è esibito in festival e spazi tra cui Centro Pecci, Unsound Kraków, Sonica Glasgow, Huddersfield Contemporary, Météo Festival, Ancienne Belgique, Night of Surprise e Southbank Centre.

H
Heinali
Heinali

Oleh Shpudeiko, noto come Heinali, è un compositore e artista sonoro ucraino che lavora con la sintesi modulare per rileggere e trasformare la musica antica in chiave contemporanea. La sua pratica si concentra sull’intersezione tra sacro e tecnologia, tempo e memoria. Ha composto per videogiochi (BOUND per Plastic/Sony Santa Monica), cinema, danza e installazioni di sound art commissionate da istituzioni come il MoMA di New York, il National Art Museum of Ukraine e il Museum of Odesa Modern Art. Il suo album Madrigals (2020) è stato candidato al Premio Nazionale Shevchenko. Ha presentato i suoi lavori in festival internazionali tra cui CTM (Berlino), Unsound (Cracovia e Adelaide), Musikprotokoll (Graz), NEXT (Bratislava), Primavera (Barcellona), Ephemera (Varsavia) e Plivka (Kyiv).

Foto di Vincent Guis

H
HYPER DUO
HYPER DUO

Formato da dal pianista Gilles Grimaitre e il percussionista Julien Mégroz, HYPER DUO è un progetto sperimentale svizzero che si dedica alla creazione contemporanea e il cui focus artistico è la trasgressione di confini stilistici e l’ampliamento degli orizzonti.

Profondamente segnato da intense collaborazioni con compositori e artisti straordinari, sofisticato e viscerale, l'universo dei due musicisti è tanto serio quanto giocoso.

Energico e sconcertante, HYPER DUO si cimenta in un'esplorazione a metà strada fra composizione d'avanguardia, energia rock e poesia assurda.

Dal 2017, il duo si focalizza anche su una nuova strumentazione originale: batteria e tastiere elettroniche. Sempre alla ricerca di programmi originali che superino i confini tra musica e performance-art, il duo porta avanti un'esplorazione collettiva sul suono e sullo spazio.

HYPER DUO ha collaborato con numerosi artisti del panorama internazionale come Pierre Jodlowski, Chloé Bieri, Alex Paxton e suonato in contesti come BiME (Lyon), Bypass (Toulouse), Forum Wallis (Leukerbad), Label Suisse (Lausanne), Pyramidale (Berlin), Taktlos Festival (Zürich), 180 Degrees Festival, ppIANISSIMO Festival (Sofia), Izlog Festival (Zagreb), Le Bruit de la Musique (Creuse, FR), Musikfestival (Bern), Jardins Musicaux (Cernier), Théâtre des Quatre Saisons (Bordeaux) e Theater im Pumpenhaus (Münster) tra gli altri.

Ph Pablo Fernardez

H
Iceboy Violet
Iceboy Violet

La ricerca di Iceboy si focalizza sulla possibilità di una catarsi personale e collettiva: le sue performance emotive basate sulla voce utilizzano la fisicità come elemento di connessione, attingendo tanto dalla club music più ruvida e sperimentale, quanto alle sfumature delle astrazioni del pop, che distorce muovendosi tra rap e performance art. Resident Advisor ha definito la sua visione della musica rap straordinariamente individuale, vivida, avventurosa, fluida, intrisa di ansia e fragilità.

I
Invernomuto
Invernomuto

Invernomuto è il nome sotto il quale Simone Bertuzzi (Piacenza, 1983) e Simone Trabucchi (Piacenza, 1982) collaborano dal 2003. Di base a Milano, sviluppano progetti di ricerca a lungo termine che si articolano nel tempo e nello spazio, generando cicli di lavoro interconnessi. A partire da una base teorica condivisa, Invernomuto pensa in maniera aperta e rizomatica, sviluppando diversi esiti che prendono la forma di immagini in movimento, suoni, azioni performative e progetti editoriali, all’interno di una pratica definita dall’uso - sia diffuso che puntuale - di diversi media. Entrambi portano avanti anche linee di ricerca individuali, attraverso i rispettivi progetti Palm Wine e STILL.

Mostre recenti includono ECHOES, Haus der Kunst, Monaco (2025); Panorama Monferrato, Castagnole (AT); Cabaret Voltaire, Zurigo (2024); Pinksummer, Genova (2023). Il loro lavoro è stato presentato in contesti internazionali come Bourse de Commerce, Parigi (2024); Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz; MACRO, Roma (2022); Liverpool Biennial 2021 (2021), Galleria Nazionale, Roma; 58ª Biennale di Venezia (2019); Tate, Londra; Manifesta 12, Palermo (2018).

I
Isterika Istorika
Isterika Istorika

Isterika Istorika nasce nel 2020 come gruppo di lettura – dapprima online – e si identifica ora come piattaforma fisica di condivisione e lettura ad alta voce che si basa sulle pratiche femministe del pensare in collettivo e dello scambio orizzontale. Le tematiche principali su cui si concentrano le loro indagini sono quelle più prettamente vicine ai movimenti femministi intersezionali e al transfemminismo, quali abuso, violenza di genere, teoria queer, stigmatizzazione del corpo, antispecismo e relazione con il mondo più che umano, collettivismo, beni comuni, pratiche di decolonizzazione, abilismo, rilettura critica della storia e pratiche di resistenza, tra le altre. Per farlo si affidano alle possibilità immaginative e generative della fantascienza e della narrativa speculativo-distopica. È attraverso la lente della quasi-realtà che riescono ad esplorare loro stessɜ, trasportare i corpi altrove, trasformare i desideri e far emergere delle istanze politiche consapevoli.

I
Jessika Khazrik
Jessika Khazrik

Astrofisica, iperborea e alchemica, la pratica musicale dal vivo di Jessika Khazrik è profondamente dedicata al conforto comunitario, alla trascendenza collettiva e alla guarigione transgenerazionale. Con trattamenti mercuriali della voce, della batteria e dello spazio che sfidano i generi, i suoi paesaggi sonori indagano intimamente le premesse ecologiche e tecno-politiche dei continui che abitiamo, co-creiamo o dimentichiamo. Concependo partiture da compendi trans-millenari di tecnologie di guarigione, spaziali e biosensoriali e detriti on-site/online, i suoi set dal vivo e ibridi sono profondamente informati da tradizioni di canto ancestrali - come lo sharakan armeno, il mawwal levantino e il radh iracheno, con un tocco di techno pittoresca e ritmi incalzanti e incomprensibili.

Khazrik è stata artist fellow presso Home Workspace Programme (2012-13), Digital Earth (2018-19), HfK Bremen (2020) e SHAPE Platform (2021-22) ed è attualmente fellow presso If I Can't Dance (2022-23) e Helmholtz Center (2022-23). In qualità di visiting faculty, ha insegnato musica elettronica basata sulla voce, performance e tecno-politica presso la HfK Bremen (DE, 2020), la FHNW Academy of Art and Design Basel (CH, 2021-22), l'Accademia di Belle Arti di Norimberga (DE, 2022-23) e ha tenuto conferenze come ospite a livello internazionale. Come tecnologa indipendente, ha lavorato sulla politica dell'IA e sui diritti digitali a livello internazionale ed è la fondatrice del gruppo di studio tecnologico READING COMPUTERS, della piattaforma web peer-to-peer e del gruppo di studio, strategia e solidarietà POST-CORONIALISM e della piattaforma di ricerca transclusiva online

J
Justė Janulytė
Justė Janulytė

Justė Janulytė (Vilnius, 1982) scrive soprattutto per ensemble monocromatici (solo corde, solo viati o solo voci) ed esplora la percezione spazio-temporale in relazione alla musica attraverso la creazione di texture con molti livelli e metamorfosi estremamente graduali.

Le sue composizioni sono metafore sonore di idee ottiche in bilico tra l’estetica del minimalismo, dello spettralismo e dell’elettronica acustica. Ha collaborato con alcuni dei più importanti ensemble e solisti del mondo, tra cui Konzerthausorchester Berlin, WDR Sinfonieorchester Köln, Teatro La Fenice Symphony, BBC Symphony e Orchestra Nazionale del Galles tra gli altri.

J
Kamal Aljafari
Kamal Aljafari

Kamal Aljafari (Ramallah, 1972) si è laureato all’Accademia di arti visive di Colonia. Il suo primo cortometraggio, Visit Iraq (2003), ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio del Sundance Documentary Fund. L’esordio al lungometraggio con The Roof (2006) è stato premiato all’Images Festival di Toronto e al FID di Marsiglia. Nel 2010 ha partecipato al Torino Film Festival con Port of Memory (2009). Negli ultimi anni ha realizzato Recollections (2015), It’s a Long Way from Amphioxus (2019), An Unusual Summer (2020), Paradiso, XXXI, 108 (2022) e il pluripremiato A Fidai Film (2023).

Foto di Francesc Melcion

K